in tavola con le arti

Cocomero
Cocomero
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Asparagi e carote
Asparagi e carote
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Melone e pesche
Melone e pesche
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Pere e pampepato
Pere e pampepato
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Coppia ferrarese, salame e zia
Coppia ferrarese, salame e zia
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Vino e salama da sugo
Vino e salama da sugo
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Riso e cappellacci
Riso e cappellacci
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Anguille, aglio e vongole.jpg
Anguille, aglio e vongole.jpg
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Lunedì 27 ottobre 2014 presso la sede del Circolo Negozianti di Palazzo Roverella, sito in corso Giovecca a Ferrara, si terrà la seconda edizione di In tavola con le arti, manifestazione a carattere prevalentemente gastronomico a cui verranno affiancate iniziative culturali e artistiche.

Dopo il successo della prima edizione del 2012, che aveva visto come scenario lo storico Palazzo della Racchetta, quest'anno si è pensato di proporre la composizione di un'opera artistica (intendendo qualsiasi forma in cui l'arte possa essere espressa, sia essa pittorica, musicale, letteraria...), che abbia come tema una o più delle diciassette delizie gastronomiche del territorio ferrarese:

aglio di Voghiera, anguilla delle Valli di Comacchio, asparago verde del Delta, cappellacci di zucca, carota del Delta, cocomero, coppia ferrarese, melone dell'Emilia, pampepato, pera dell'Emilia Romagna, pesca nettarina di Romagna,

riso del Delta del Po, salama da sugo, zia ferrarese, salame all'aglio, vini del bosco Eliceo, vongola di Goro.


Street food photo project

L’insieme delle foto esposte è una mia personalissima interpretazione delle 17 delizie gastronomiche oggetto dell’iniziativa “In tavola con le arti”.

Quando mi hanno coinvolto per questa avventura mi sono sentito onorato, ma subito dopo mi sono posto la fatidica domanda : “come fare qualcosa di non scontato che, oltre a rappresentare, mi rappresenti?”

Quindi ho voluto creare un “insolito connubio” tra la classica natura morta tipica del quadro e il mio amore per la street photography (foto di strada).
Le foto sono state scattate in tempi e luoghi completamente diversi, ma sempre all’interno del territorio Ferrarese.
Non è improbabile che, nei mesi scorsi, qualcuno di voi abbia incontrato un matto che girava con un tavolino di legno in macchina, per poi trasportarlo a spalla e posizionarlo a suo piacimento nei posti più improbabili.

Ebbene sì, quel matto ero io!

Il tavolino, (di mia proprietà), è infatti l’unico “comun denominatore grafico” all’interno di tutti gli scatti, e mi ha permesso di mettere in risalto gli alimenti all’interno di ciascuna foto, facendo anche da collante per l’intero progetto.
Ho scelto spesso le locations all’ultimo momento, quando già ero in giro con tutto l’occorrente per fare la foto. Magari uscivo con un’idea e con gli alimenti che volevo fotografare, ma poi mi ritrovavo a fare una cosa completamente diversa da quella pensata e in un posto che non avevo valutato in fase di progetto.
Uscire in macchina con due cocomeri, un tagliere e un coltello da cucina per poi cercare un campo adeguato alla rappresentazione che si ha in mente, non è cosa così semplice.
Se lo fai di mestiere puoi permetterti di investire anche giorni alla ricerca della location giusta, ma se la fotografia è, ahimè, solo una passione, devi cercare di ottimizzare la risorsa più preziosa che hai a tua disposizione…il tempo.

In più, ad essere sinceri, man mano che il progetto prendeva corpo, mi sono reso conto che la casualità delle locations e al contempo la loro improbabilità, rendevano il quadro generale ancora più stimolante.
Infine non va affatto trascurata la componente di street. La street photography è in prima battuta figlia del caso, del momento ed è per questo che le foto in locations casuali assumono una valenza maggiore.
Inserire persone inconsapevoli all’interno di un quadro determinato è una sfida assolutamente impervia.
L’originalità della rappresentazione sta proprio nella composizione delle immagini, che collegano tra loro due filosofie artistiche di pensiero: “la staticità e la perfezione della composizione pittorica, con la casualità e la magia del momento di strada”.